sabato 26 luglio 2014
Se ancora non bastano i segnali, ci meritiamo il peggio
Il senso di impotenza della gente comune di fronte a tragedie che si succedono con sempre maggiore frequenza sta sfociando in rassegnazione e disperazione. Ogni giorno, disastri "naturali" o provocati dall'uomo distruggono vite umane e beni in misura ben maggiore di quel che viene costruito. Forse il genere umano è arrivato al capolinea, ma ancora pochi, troppo pochi, se ne sono resi conto ed hanno adottato uno stile di vita compatibile con le mutate condizioni socioeconomiche e dell'ecosistema, un comportamento che consente di sperare nel futuro dei nostri figli. La stragrande maggioranza si rassegna invece al declino, quando non si lascia prendere dalla disperazione. Gaza, Ucraina, Siria, Iraq, Afganistan, Nigeria, Mali sono altrettanti insulti all'intelligenza, altrettante dimostrazioni della stupidità di una razza che crede di dominare gli eventi, ma è solo capace di produrre tragedie e sconvolgimenti ai quali poi non sa porre rimedio. Sono dunque i pochi che hanno coscienza di quello che sta succedendo che devono farsi sentire, che devono uscire dalle proprie isole di vita sostenibile, per diffondere le proprie idee, in modo che esse assumano una massa critica sufficiente ad invertire la corsa verso l'annientamento.
mercoledì 28 maggio 2014
M5S+ LegaNord: alleati "contro", non "per"
Il risultato shock di M5S ha fatto tornare Grillo con i piedi per terra. Molti dei suoi lo temevano, almeno quelli che non hanno mai accettato di portare il cervello all'ammasso ed hanno avuto il coraggio di non credere nella strategia fallimentare di Grillo/Casaleggio. Ora che si fa? Molti simpatizzanti della prima ora si sono resi conto di aver dato al M5S un potere che è stato dissipato in gran parte dal rifiuto di utilizzarlo in modo ragionevole in Parlamento, per continuare nelle piazzate, che hanno avuto l'unico effetto di alienare quanti condividevano molti dei punti sollevati dal movimento.
Il fallimento è a mio avviso più conseguenza del demerito di Grillo, che del merito di Renzi, che pure non ha sbagliato un'uscita. Quando si proclama che in caso di vittoria si aprono le corti di giustizia del popolo, per processare politici, giornalisti ed imprenditori, è del tutto ovvio che molti, almeno quelli che conoscono la storia, si allontanano. Anche quelli che trovano insopportabilmente corrotti i politici, succubi al potere i giornalisti ed incapaci gli imprenditori. Perché quando i processi sommari iniziano, non si sa dove vanno a parare.
Ora assistiamo al primo tentativo di dialogo, per arginare l'emorragia di voti, compiuto in modo maldestro verso un potenziale avversario, la Lega Nord, che pesca nella stesso malcontento che ha alimentato il successo del M5S alle politiche del 2012. Un ennesimo errore tattico, che dimostra come fare politica sia un poco più complicato che mettere su uno spettacolo di satira in piazza.
Il fallimento è a mio avviso più conseguenza del demerito di Grillo, che del merito di Renzi, che pure non ha sbagliato un'uscita. Quando si proclama che in caso di vittoria si aprono le corti di giustizia del popolo, per processare politici, giornalisti ed imprenditori, è del tutto ovvio che molti, almeno quelli che conoscono la storia, si allontanano. Anche quelli che trovano insopportabilmente corrotti i politici, succubi al potere i giornalisti ed incapaci gli imprenditori. Perché quando i processi sommari iniziano, non si sa dove vanno a parare.
Ora assistiamo al primo tentativo di dialogo, per arginare l'emorragia di voti, compiuto in modo maldestro verso un potenziale avversario, la Lega Nord, che pesca nella stesso malcontento che ha alimentato il successo del M5S alle politiche del 2012. Un ennesimo errore tattico, che dimostra come fare politica sia un poco più complicato che mettere su uno spettacolo di satira in piazza.
mercoledì 21 maggio 2014
Più Europa, meno burocrati
Sembra facile dirlo, ma stiamo appunto mandando al Parlamento europeo i nostri rappresentanti: se vogliamo che la loro azione sia efficace, per prima cosa è necessario andare a votare, poi è necessario votare per un cambiamento radicale della politica europea, che ha preteso di mettere insieme le regole prima di mettere insieme i popoli. L'Europa non sarà mai una sola, fino a quando sarà matrigna per così tanti, spietata con i deboli e condiscendente con i forti (o presunti tali, leggi Francia).
L'Italia, con il solito complesso di autolesionismo che ci contraddistingue quando siamo all'estero, non ha saputo negli ultimi anni far valere il proprio peso e le proprie idee in una serie di occasioni, che si sono rivelate estremamente dannose per noi e per la politica mondiale. La crisi dei regimi arabi si è trasformata, per la miopia e l'ingordigia di alcuni Paese europei, da occasione di democrazia ad incubo di fondamentalismo islamico, con conseguenze drammatiche per le popolazioni coinvolte, ma gravi danni anche per l'Europa, in particolare quella meridionale. La crisi in Ucraina ha il dirompente potenziale di spingere la Russia ad abbandonare l'idea di una convivenza reciprocamente vantaggiosa con l'Europa, per rivolgersi ad Est, accentuando la marginalizzazione economica e politica del vecchio continente.
Il semestre italiano di presidenza dell'Unione può diventare una delle poche occasioni che abbiamo per tentare un'inversione di tendenza: per questo le votazioni europee sono importanti, non certo per le inesistenti implicazioni per il governo nazionale, che durerà per quanto saprà fare e finirà prematuramente solo se si farà impastoiare ancora una volta dallo status quo.
L'Italia, con il solito complesso di autolesionismo che ci contraddistingue quando siamo all'estero, non ha saputo negli ultimi anni far valere il proprio peso e le proprie idee in una serie di occasioni, che si sono rivelate estremamente dannose per noi e per la politica mondiale. La crisi dei regimi arabi si è trasformata, per la miopia e l'ingordigia di alcuni Paese europei, da occasione di democrazia ad incubo di fondamentalismo islamico, con conseguenze drammatiche per le popolazioni coinvolte, ma gravi danni anche per l'Europa, in particolare quella meridionale. La crisi in Ucraina ha il dirompente potenziale di spingere la Russia ad abbandonare l'idea di una convivenza reciprocamente vantaggiosa con l'Europa, per rivolgersi ad Est, accentuando la marginalizzazione economica e politica del vecchio continente.
Il semestre italiano di presidenza dell'Unione può diventare una delle poche occasioni che abbiamo per tentare un'inversione di tendenza: per questo le votazioni europee sono importanti, non certo per le inesistenti implicazioni per il governo nazionale, che durerà per quanto saprà fare e finirà prematuramente solo se si farà impastoiare ancora una volta dallo status quo.
lunedì 28 aprile 2014
La melassa ed il muro di gomma
Renzi sa bene che la spinta propulsiva del suo governo è inesorabilmente destinata a logorarsi contro la vischiosità del sistema, che cerca in ogni modo di auto.preservarsi, ed il muro di gomma dei privilegiati, che a parole si dicono pronti ad agire, ma nei fatti rimandano alle calende greche. Per questo deve fare in fretta, senza timore di urtare le suscettibilità dentro e fuori del suo partito. Gli attacchi di Grillo saranno tanto più scomposti e velenosi quanto più efficace ed incisiva sui veri problemi dell nostro Paese sarà l'azione di governo. Dal canto suo, Berlusconi sa bene che questa battaglia di semplificazione e riduzione dell'ingerenza dello Stato nella vita della gente è la sua battaglia, quella che gli ha procurato il seguito ed il sostegno di milioni di Italiani. La delusione rappresentata da vent'anni di promesse mancate può essere mitigata dal fatto che le riforme si stiano facendo, sul serio, anche con il sostegno dell'opposizione. Questa è l'unica speranza di un partito che non ha saputo crescere nelle idee e che da sempre aspetta il verbo (ed i soldi) del suo carismatico padre-padrone. Le elezioni europee non saranno a mio avviso rappresentative del sentire politico nazionale, né dovrebbero essere prese ad indicazione di quel che potrebbe succedere in caso di ricorso anticipato alle urne in autunno per le elezioni politiche, che sia completata o meno la modifica della costituzionale e della legge elettorale.
giovedì 27 febbraio 2014
M5S che peccato
La disgregazione di un movimento che tante speranze ha incarnato, per responsabilità primaria dei suoi promotori, è uno spettacolo triste, l'inutile spreco di un'occasione forse irripetibile per realizzare un cambio deciso di direzione in Italia. Non si capisce come Grillo e Casaleggio pensassero di utilizzare i voti di 9 milioni di Italiani in Parlamento, senza consentire ai loro rappresentanti una dialettica con le altre forze, che non scompaiono, solo perché loro due non si degnano di parlarci. Ora è in corso una caccia alle streghe che richiama il peggior maccartismo e che avrà l'effetto di epurare i migliori, quelli che sanno pensare con la propria testa ed allontanare ulteriormente la possibilità reale di cambiamento. Perché?
martedì 25 febbraio 2014
Che sia la volta buona?
Renzi sarà anche presuntuoso, ma sarebbe ora che al formalismo ingessato del passato anche recente, venga sostituita un po' di sana follia alla Steve Jobs... Per il bene dell'Italia spero che in comune tra i due, oltre le parole e le visioni, ci sia anche il genio.
lunedì 17 febbraio 2014
Spero di sbagliarmi
Non mi è piaciuta la mossa di Renzi, che ha bruciato un asset del suo partito, si è di certo alienato una parte significativa della gente che lo vota, avrà difficoltà a convincere persone preparate ed incisive a far parte di un governo che, nella percezione di gente comune e mercati, parte da un gradino più basso dalla pur modesta altezza a cui era giunto il precedente. Alcune delle cose in maturazione vengono buttate via e saranno da rifare. L'illusione di avere la bacchetta magica temo si schianterà molto presto contro il muro di gomma rappresentato da un intreccio inestricabile di interessi e posizioni di privilegio, groviglio che è impensabile districare: si può solo tagliare come il mitico nodo. Ne avrà il coraggio l'affabulatore fiorentino? Spero di sbagliarmi, ma ne dubito. Purtroppo per l'Italia.
Iscriviti a:
Post (Atom)